Buonasera a tutti!
Giornata strana quella del martedì: ti sembra di lavorare tantissimo, mentre in realtà sei sempre sui tuoi soliti standard. Finita, finalmente, possiamo passare oltre.
Da tutto il giono cerco di scrivere questo post, ma ho molte cose per la testa e, dopo averlo iniziato circa 5 volte, ho deciso di lasciare stare e scrivere stasera.
Da ieri sera mi gira in testa un pensiero diverso dal solito. Chi sono i nostri nemici?
Mi è nata questa cosa dal fatto che ultimamente sto avendo un calo di motivazione e di concentrazione un pò in tutto quello che faccio. Così, ho cominciato a chiedermi come mai e di chi fosse la vera colpa. Dopo aver accusato chiunque, anche il gatto a momenti, sono giunta alla conclusione che il mio vero nemico sono io.
Sì, è vero: nessuno può piacere a tutti e ci saranno sempre persone che, anche senza un motivo evidente, ti detestano. Ma forse non è colpa loro, e nemmeno tua: forse siamo tutti fragili e impauriti da quello che c'è o che ci potrebbe essere là fuori e ce la prendiamo con il prossimo quando qualcosa va storto.
Invece, quella vocina che sibila nella tua testa, che ti dice che è troppo difficile, troppo faticoso, troppo complicato e che magari non ne vale la pena, quella stessa vocina che ti fa pregustare il sapore della sconfitta bruciante prima ancora di aver iniziato l'impresa e ti trattiene come catene prima di farti lanciare verso una nuova idea, ecco, quella vocina è solo nostra. Ed è davvero il nostro peggior nemico.
Credo sia parte della natura umana avere paura, sapersi indifesi davanti a un mondo che gira vorticosamente. Forse quella vocina è anche la stessa che ci salva da disastri clamorosi. Però, dobbiamo cercare di mettere a fuoco quello che vogliamo.
Quello che ho sempre voluto è l'indipendenza. Prima di ogni altra cosa, la più importante di qualsiasi altro traguardo, il desiderio di essere autonoma mi ha sempre spinta oltre i limiti che credevo di avere. Credo che potrei rinunciare a qualsiasi cosa, ma non alla mia indipendenza che sto costruendo durante e pazientemente ogni girono.
Eppure, davanti a tutte le imprese, grandi o piccole che fossero, quella vocina stronza ha sempre alitato sul mio ottimismo dicendomi che probabiliste avrei fatto malissimo a lanciarmi e che sicuramente sarebbe stato un disastro. E' difficile non ascoltarla, perchè ti sibila le tue paure, una dopo l'altra, e sai che sono reali. Ma alla fine, come per tutto, si deve fare una scelta: cosa vuoi fare? Arrenderti davanti alle tue paure oppure rischiare di sbattere il muso violentemente e andare avanti, magari arrivando anche a un obiettivo incredibile?
Quando qualcosa mi spaventa mi dico sempre: sai che hai paura, sai che la paura è normale, solo gli stupidi non provano paura, ma sai anche che ci sono cose molto più importanti della paura e sai che vale la pena rischiare grosso per aggiungerle.
Il nostro demone interiore vivrà sempre con noi, accettiamo qquesta verità e basta. Forse, è anche giusto ascoltarlo: alla fine un pò di paura potrebbe davvero non farti commettere un errore. Nonostante questa consapevolezza, dobbiamo combatterlo: sarà sempre lui a mettersi nel mezzo, sempre lui a farci stare male, indecisi e terrorizzati davanti a una scelta, a un'idea o un sentimento. Sarà lui a farci cedere e farci fermare, lasciando che altri passino avanti e arrivino prima all'obiettivo che anche noi avevamo nel cuore.
Mettiamo bene al centro della nostra testa quale sia il nostro obiettivo: a volte sarà più difficile del solito vederne i contorni, magari ci dovremo sforzare di più. Ma imprese straordinarie richiedono impegni staro dinari.
E allora passiamo oltre le nostre paure e, mettendo a tacere il nemico interiore, remiamo senza sosta verso il nostro traguardo, anche se non c'è niente di sicuro, tranne la consapevolezza che abbiamo superato tutti gli ostacoli sul percorso per arrivarci.
XOXO
