Politica? Sì, grazie, ma pragmatica!



Buona domenica a tutti!

Bellissima giornata di sole, perfetta per andare al mare, a fare una passeggiata nel verde oppure solo un giretto in centro! L’importante è rilassarsi, divertirsi e ossigenarsi!

Io stamattina sono andata a correre al campo sportivo…Una meraviglia! Un sole stupendo accarezzava l’erba, in giro non c’era nessuno, ma appena fuori dal campo, un gruppo di bambini faceva una manifestazione di sport vari! Il campo per me è un posto sicuro: tutto dritto, nessun ostacolo, gradini o qualsiasi altra difficoltà. Mi metto lì e posso correre finchè mi reggono le gambe.

Non so perché, ma oggi mi sembra il giorno giusto per parlare di politica.

Tranquilli: nessuno spot a favore o contro certi partiti. Queste sono lotte ideologiche che mi mettono una tristezza…..

Sapete, o almeno avrete sentito, che in questi giorni sta succedendo un pandemonio nel comune di Roma: mazzette, appalti, cooperative, favori, intrecci illeciti, infiltrazioni camorristiche e addirittura la presenza della banda della Magliana. Arresti, indagini, perquisizioni… Il finimondo. In più, sembra che l’organizzazione di queste attività crimone coinvolga trasversalmente membri di tutti i partiti.

Non resterà più nessuno?

Essendo una cittadina romana, per quanto di adozione, da ormai 7 anni, mi sento molto dispiaciuta nel venire a conoscenza di questi fatti terribili. Chi vive nella Capitale sa benissimo quali e quanti problemi ci siano, e nessuno è al riparo. Non più. Tra disservizi vari, strade dissestate, trasporto pubblico in difficoltà evidente, poca sicurezza, chi può dire che Roma oltre ad essere stupenda, sia anche VIVIBILE? E adesso, ecco l’ennesima conferma della teoria seconda cui ai vertici non importa nulla della cittadinanza. Che amarezza!

La politica dovrebbe essere uno sforzo collettivo di intelligenza e serietà, non un passatempo utile per piazzare parenti e intrecciare reti di favori e timori. Sttenzione: in tutto il mondo, anche nei Paesi che tanto si vantano di essere civili, esistono ruberie e criminalità di vario tipo agli alti livelli. Non è vero che l’Italia è il ricettacolo della malapolitica. Solo che noi siamo bravissimi a mettere in piazza i nostri difetti, a dimenticarci dei nostri pregi e lasciare la gloria e la ricompensa per quello che facciamo di buono, agli altri. Siamo noi a permettere a nazioni che ben poco hanno da lodarsi e molto avrebbero da invidiarci, di denigrarci e renderci davvero la spazzatura dell’Europa.

Non amo la politica moderna per questo motivo: si passa troppo tempo a chiacchierare, cercando di distruggere chi ci può dare fastidio, e troppo poco a organiozzare un vero piano d’azione, e metterlo in pratica.

Alla politica italiana questo manca: serietà e pragmatismo.

Asfaltare le strade, dando appalti a società capaci, va a vantaggio di tutti. Ristrutturare le scuole, rendendole luoghi sicuri a lungo termine, va a vantaggio di tutti. Riorganizzare gli ospedali in modo da non aspettare dieci anni per una risonanza magnetica che potrebbe essere cruciale per la diagnosi e la successiva terapia, va a vantaggio di tutti. Incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, riducendo così le emissioni di gas nocivi che ci portano solo cancro, leucemia e malattie tremende, va a vantaggio di tutti. O forse no, perché qui sembra che anche per la spesa pubblica di un solo euro, ci siamo almeno quindici avvoltoi pronti a mangiarlo.

Nella periferia più estrema e dimenticata, che in confronto Tor Sapienza sembra Trastevere, dentro i depositi degli autobus, vivono persone disperate, cadute in disgrazia, che si lavano nei servizi pubblici e mangiano alle mense per i poveri. Vengono assistiti da psichiatri per portarli via dalla lunga mano del suicidio. Come si fa a pensare di andare avanti, quando la propra vita è ridotta in questo modo?

Allora io penso: queste persone non possono vivere così per sempre. Tutti hanno un limite che, una volta raggiunto, porta a conseguenze terribili. Invece di aiutarli solo psichiatricamente, quindi continuando a lasciarli nello stato di desolazione in cui si trovano, perché non insegnargli un mestiere? Magari, come far fnzionare un certo macchinario in una fabbrica, oppure come assistere un disabile gravissimo, o magari come diventare un operaio specializzato in un certo tipo di manifattura. In questo modo si darebbe loro una cosa fondamentale: una prospettiva futura.

Sono stufa marcia delle lamentele, dei programmi tv dove i politici di turno si scannano senza raggiungere nulla, di scuse patetiche per giustificare un disservizio. Non è che siccome versiamo in una condizione di difficolt generale, dobbiamo restare così per forza. Prima di raggiungere il punto di non ritorno, cioè quello in cui l’unica strada sarà quella della rovina assoluta, sarebbe meglio concentrarci su quello che possiamo fare oggi.

La civiltà passa anche e soprattutto dal singolo cittadino: lasciare il posto sul tram a un anziano o a una donna, rivolgersi al prossimo in modo cortese, sorridere e dire grazie, non parcheggiare nei posti per disabili senza averne titolo, rispettare le file…E tutto quello che ci può venire in mente. Magari noi non possiamo promulgare leggi o emanare decreti, ma possiamo fare di meglio: siamo proprio noi a portare quotidianamente e assiduamente la civiltà nella vita del Paese. La responsabilità è nostra, niente scuse.

Gli ideali e il pragmatismo ci guidano bene. Dove trovare gli ideali in un Paese quasi in disgrazia?

C’è un libro bellissimo che circola da più di 60 anni. LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA.

Non lo avete mai letto? Credete sia qualcosa di antico? Non lo conoscete e non vi interessa? Dovrebbe interessarvi molto, invece. Lì dentro, concentrato in 139 articoli, c’è un elenco esplicato di tutti i nostri diritti e doveri. I nostri diritti fondamentali, poi, sono meravigliosi e purtroppo tendiamo a dimenticarci di averne. Magari pensiamo di avere dei privilegi, oltre a moltissimi doveri e oneri. Ma dei diritti fondamentali non ci ricordiamo mai. Secondo me, alle elementari, oltre a leggere Pinocchio e il Piccolo Principe, anche la Costituzione meriterebbe un po’ di attenzione.

Per concludere questo mio sproloquio, non fatevi abbattere. Resistete alla tentazione di rinunciare a combattere per i vostri diritti. Leggete la Costituzione, si tratta davvero di una lettura illuminante. Una volta raccolti i nostri ideali, che credo possiamo essere tutti d’accordo sul atto che siano, brevemente, uguaglianza e impegno comune per la rinascita del nostro Paese, possiamo dedicarci al pragmatismo. Basta parlare solo di problemi. Ormai è tempo di soluzioni! Ricordate, infine, che siamo noi a portare la civiltà nel nostro tempo, nessun altro.


XOXO