Questioni di INPS & Co.






 Buongiorno a tutti!

Chiedo scusa per il lungo silenzio. Non scrivere per due giorni è deprecabile, ma ci sono stati dei problemi che dovevo seguire e risolvere rapidamente.

Uno di questi problemi riguarda l’INPS.

Mi è arrivata una comunicazione: per circa 19 mesi ho percepito senza titolo la pensione di invalidità.

Faccio alcune premesse.

Sono cieca dall’occhio sinistro dal 1997 e ho un decimo al destro dal 2001. Mi sembra che purtroppo la mia situazione non sia proprio idilliaca. Ho la fortuna di sapere cosa vuol dire vedere bene, quindi ricordo le forme degli oggetti e, anche se ora li vedo tutti sfuocati, dalla sagoma vaga che distinguo,  riesco quasi sempre a capire che cosa c’è intorno a me.

L’invalidità e la legge 104 mi sono state concesse mediante sentenza, in quanto all’epoca dicevano che non ero sufficientemente disabile.

Poi, nel 2010, ero residente nel Lazio da ormai dieci anni. Mi hanno chiamata a visita di controllo presso la sede di Messina. Errore del computer, probabilmente. Ci informiamo, mandiamo il certificato di residenza all’INPS di Messina, comunichiamo con la sede di Roma. Apparentemente nessun problema. Sennonché, a settembre del 2010, mi arriva una raccomandata in cui si dichiara che, non essendomi presentata a visita, mi vengono revocate pensione e accompagnamento.  Si apre il girone dantesco degli avvocati, delle lettere, delle visite…Un vero incubo. Dopo mesi e mesi, mi chiamano a visita a Roma. La dottoressa, che sembrava la strega cattiva di  Biancaneve, quella del cartone, non Charlize Theron nel film, mi dice con aria di sfida “ma tu non sembri disabile”. Pareva un investigatore che aveva portato alla luce chissà quale mistero. Io ci resto malissimo: chi lo vive come me, sa benissimo che la condizione di un disabile visivo non è divertente e ti porta a pensare che tutto il mondo sia in guerra aperta con te, tra discriminazione, scherzi sciocchi e avvilimenti vari. Probabilmente la cara signora si aspettava di vedere una larva strisciante, sporca, vestita di stracci. Se lo sogna: ho la mia dignità e me la tengo ben stretta, quindi al diavolo tutti gli ignoranti. Risultato di questo gradevole incontro è stato che la mia richiesta veniva cestinata. Per loro, non ero disabile.

Ma magari! Se vedessi quanto dovuto, non mi ammazzerei di fatica tutto il giorno, lottando con le unghie per ottenere quello che ritengo mi spetti. Certo, poi, non andrei a rubare l’elemosina che concede lo Stato.

Altra visita, dopo qualche mese e questa volta ci siamo. Il mio unico dubbio è nato vedendo la persona che aspettava in fila con me. Una signora sulla cinquantina, che entrata accompagnata da una ragazza giovane, portrava occhialoni scuri di pomeriggio, a novembre, dentro un ufficio. Camminava toccando con la punta dei piedi il pavimento, mentre la ragazza si teneva in disparte. Noi tutti sappiamo che la prima cosa che vogliamo e dobbiamo sapere, a prescindere dal tipo di disabilità visiva, è se ci sono ostacoli di qualsiasi natura, perché potremmo farci male e rompere qualcosa. Mi ha lasciata particolarmente perplessa, ma magari sono io che penso sempre male di quelli che mettono in scena teatrini patetici e mortificanti per esagerare la propria condizione.

E oggi questa. Mi toglieranno dodici euro al mese a partire da gennaio. Posso fare ricorso online da sola oppure rivolgermi ai patronati.

Sarà la mia una scelta drastica, dettata dal fatto che mi sento una perseguitata, ma nel giorno in cui avrò degli introiti reali che mi consentono di mantenermi bene da sola, rinuncerò  a tutti i versamenti di lì in avanti. Manterrò la legge 104, perché la disabilità grave c’è e mi  sa che ci sarà per sempre, ma non voglio più ricevere un euro dallo Stato. Ammesso che io riesca a trovare una maniera per rendermi economicamente indipendente. Butta male, ultimamente.

Sui falsi invalidi, ho un unico pensiero: invece di demonizzare i ladri che ci provano e che, percependo pensione e accompagnamento, guidano, leggono il giornale senza ausili, giocano a pallavolo, disintegriamo il personale compiacente e colluso che concede le invalidità, e di conseguenza, i versamenti. Purtroppo, i furbi e i delinquenti sono ovunque e ci saranno sempre. Ma i medici e lo staff vario delle ASL e dell’INPS che per qualche ragione accetta questi abusi, andrebbe allontanato definitivamente dal posto in cui si trova. Purtroppo, per colpa loro, medici e impiegati e manager bravi ed onesti, passano sotto una cattivissima luce, portando la gente a pensar male di tutti. Mentre non è così: esistono persone capaci, intelligenti e leali, solo che vengono assimilate a tutti coloro che concedono favoori e piaceri.

Chiedo a quelli che lavorano negli uffici in cui si tratta di invalidità, di essere cortesi con i clienti che arrivano. Purtroppo, le situazioni tristi di disgrazie, malattie, incidenti, non fanno piacere, e trovare l’impiegato o la commissione che ti fa sentire una larva e annienta la tua dignità, porta solo al degrado della società, cioè al punto in cui siamo oggi.

Dico, poi, alle persone che come me hanno una disabilità grave, di non mollare mai sulla dignità e sulla voglia di affermarsi come vere e proprie persone capaci ed autonome. Ci diranno che non sembriamo disabili, che non è così che dovremmo apparire e che di sicuro stiamo imbrogliando. Ma il diritto di affermarsi e svilupparsi all’interno della società come membri attivi della cittadinanza è più grande della ASL, dell’INPS e di chiunque ci dica che dobbiamo rientrare nello stereotipo del disabile in disgrazia, lurido e misero. Questo stereoitipo, immagine di disperazione e volgare avvilimento, possono prenderlo e infilarselo su per il…………… Non è così che voglio vivere e non è così che si vive in un Paese civile, quale è l’Italia. Lo ricordo a tutti, essendo un dato di fatto che di recente sfugge un po’, nella mente dei nostri capi.

Questo il mio pensiero.

Se avete necessità di aiuto nelle questioni di invalidità e simili, non state da soli: rivolgetevi ai patronati e ad avvocati seri. Si tratta di amministrazioni enormi, mostruose, alle quali non interessa niente se studiate, cercate un lavoro, vivete e lottate per ottenere ciò che volete. Restare soli ed indifesi in questo campo, significa diventare carne da macello. Starete male, sarete afflitti e non ne caverete un ragno dal buco. Rivolgetevi a enti e uffici che si occupano precisamente di questa materia, e vedrete che molto dello stresse e dell’ansia non ci sarà più.

Sono mostri, ma noi siamo più forti!

XOXO